Strategie di opzioni binarie parte 1

Strategie di opzioni binarie parte 1

Con riferimento all’opzione IOSS, l’Agenzia delle Entrate non ha chiarito, ancora, come si dovrà procedere alla presentazione della dichiarazione IVA IOSS nonché le modalità di versamento e come trattare le cessioni tra il gestore del sito di marketplace e l’effettivo cedente dei beni. La soglia di vendita a distanza in Germania è di 100.000 € e l’aliquota IVA tedesca è del 19%. Finché il valore totale delle vendite annuali in Germania rimane al di sotto dei 100.000 €, l’azienda britannica può scegliere di applicare l’aliquota IVA del Regno Unito o l’aliquota IVA tedesca. Poniamo l’esempio di una impresa del Regno Unito che vende magliette attraverso internet a consumatori finali localizzati in diversi Paesi dell’UE, tra cui la Germania. L’Iva sulle vendite e-commerce ai consumatori europei sarà sempre dovuta nello stato di destinazione dei prodotti, a prescindere dal volume di affari realizzato nel singolo Paese (ad esclusione dei soggetti che non genereranno almeno 10.000 euro di volume d’affari di vendite a distanza infra Ue di prodotti, che continueranno ad applicare l’Iva dello Stato Ue da cui sono spediti i prodotti). VIADURINI è un e-commerce orientato al vendita B2C di prodotti di design. Nella nostra guida hai potuto conoscere alcuni modi per investire i risparmi.

Affari con soldi facili

Guida alla disciplina fiscale legata all’identificazione dei criteri di territorialità IVA relativa al commercio elettronico (e-commerce), diretto e indiretto e al regime del MOSS per i servizi di telecomunicazione e tele-radiodiffusione. MOSS (procedura ad oggi in uso per il commercio elettronico “diretto” che evita al cedente di identificarsi nel paese dell’acquirente e che gli consente, mediante la trasmissione di specifiche dichiarazioni Iva trimestrali, di effettuare i versamenti dell’imposta del proprio Paese) che verrà rinominata “OSS“. Conseguentemente avremo una estensione del regime speciale MOSS (che verrà rinominato OSS “One Stop Shop“) alle vendite intracomunitarie di beni. E’ stata pubblicata recentemente dalla Commissione Europea la “Guida allo sportello unico Iva” in lingua inglese, che insieme alle “Note esplicative sulle nuove norme relative al commercio elettronico dell’Iva”, sempre predisposte dalla Commissione, ci consentono di fare un po’ di chiarezza sui nuovi regimi speciali relativi alle vendite intracomunitarie di beni. Questa opzione è disponibile solo quando l’importo totale delle vendite effettuate nel Paese di destinazione è al di sotto della soglia per le vendite a distanza.

Quali sono le opzioni attive

Euro 10.000 (valore totale al netto dell’IVA) si applicherà, invece, l’IVA del Paese ove è stabilito il cedente soggetto passivo IVA (ferma restando la possibilità di opzione per la tassazione a destinazione indipendentemente dalla soglia). Resta ferma la possibilità di optare per l’applicazione dell’imposta nello Stato membro di destinazione, ma tale scelta si applica necessariamente sia alle vendite a distanza che alle prestazioni TTE, con vincolo biennale. Nell’E-commerce, infatti, assistiamo a modalità particolari di applicazione dell’Imposta sul valore aggiunto che è importante andare ad approfondire. Quando il valore annuale delle vendite per Paese supera invece tale soglia, il venditore è invece obbligato ad addebitare l’IVA del Paese di destinazione, il che implica l’obbligo di aprire una partita IVA nel Paese del cliente (Paese di destinazione dei beni), di depositare dichiarazioni periodiche e di effettuare il pagamento dell’imposta dovuta in quel Paese. Nel dettaglio, rappresenta uno dei documenti più importanti nel rapporto con il consumatore, nel quale, il commerciante, è tenuto ad indicare: i dati ed i contatti della propria società, le modalità di pagamento – di consegna – di spedizione, le indicazioni circa la garanzia legale, il diritto di recesso e le condizioni di assistenza post-vendita e del trattamento di reclami.

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